2021 Un’annata… intrigante con segnali molto positivi dai primi risultati

Siamo a novembre…

Le nostre vendemmie sono finite già da qualche settimana ma le lavorazioni in cantina continuano.

Proprio in questi giorni stiamo svinando il Massale che ha concluso la fermentazione e ci accingiamo a inviarlo nelle barrique dove rimarrà a riposo per un anno circa, ma ci sarà l’occasione di raccontarvi qualcosa di più su questo processo.

Oggi invece, vorremmo soffermarci come abbiamo vissuto questa annata 2021, che definiamo un pò particolare. Ormai da qualche anno il clima sta cambiando e questo ci influenza in prima persona. Dobbiamo adattarci anche noi e rimodulare le nostre strategie al fine di ottenere sempre prodotti eccellenti e a volte non è proprio semplicissimo. Ma il contadino deve essere capace di sentire di cosa ha bisogno la sua vigna e saper agire!

La stagione invernale 2020/21 è stata caratterizzata da un autunno secco e un inverno particolarmente piovoso, associato a straordinarie nevicate in montagna e temperature che hanno toccato i -7°C

Il periodo primaverile invece è iniziato con marzo senza piogge e con temperature sopra la media, proseguendo con un aprile piovoso e con temperature sotto la media (e una gelata nella notte del 7 aprile con temperature sotto lo zero che fortunatamente non hanno causato problemi alle piante) e concludendosi con un maggio freddo e molto piovoso (350 mm in 22 giorni). Questa primavera anomala ha causato un rallentamento nello sviluppo e una partenza ritardata della vite che ha iniziato ad emettere nuovi germogli con qualche difficoltà. Le piogge ravvicinate e abbandonati hanno favorito lo sviluppo di attacchi di peronospora e ci hanno visto impegnati con ripetuti trattamenti fitosanitari per mantenere la sanità delle foglie e scongiurare problemi sui futuri grappoli che avevano iniziato a formarsi.

Con l’inizio della stagione estiva la situazione climatica è nettamente migliorata, la fioritura è iniziata con qualche giorno di ritardo rispetto alle annate precedenti. Le nostre viti, molto vecchie e con radici approfondite nel terreno, non hanno sofferto molto lo stress idrico causato da temperature massime prossime ai 37°C e assenza di precipitazioni. Hanno tuttavia messo in atto sistemi di difesa come l’ispessimento della buccia per “proteggere” gli acini dal eccessivo caldo e dalle scottature.

Lo stato sanitario delle uve è stato ottimale e il periodo vendemmiale è stato eccezionale, con qualche temporale benefico solo verso fine agosto. Le quantità sono leggermente inferiori alla vendemmia precedente, ma i dati analitici fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina e un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino.

Le vendemmie sono quindi iniziate a metà settembre.

Il 14 settembre per il Verduzzo friulano Ognicost, il 15 e il 18 per la varietà Tocai friulano dei vigneti Sorelle e Torate e concluse il 9 ottobre con il Refosco dal Peduncolo Rosso Massale.

Ora non rimane che attendere l’affinamento per scoprire come saranno i vini 2021…

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